GLI ULTIMI 20 ANNI Archiviati gli anni dei grandi successi, l'Auxilium Agnelli si concentra su un'attività svolta a livello regionale ma sempre con la massima passione e serietà. Presenza fissa nel campionato di Serie D piemontese nell'arco di più di un ventennio, la prima squadra disputa ottime stagioni anche in Serie C2, con squadre giovanili e minibasket sempre all'altezza di ogni competizione disputata. Sul finire degli anni 90, è la formazione juniores guidata da Gianni Gallo a dare le più grandi soddisfazioni vincendo il proprio campionato e riuscendo a formare un gruppo che diventerà poi l'asse portante della prima squadra. Sono gli anni di Malacarne, Rizzuto, Tissoni, Nestasio, Comisso, Tonin ma sopratutto di Marco Grande, un grande giocatore, che purtroppo perde la vita a pochi passi dalla palestra a causa di auto che lo investe sulle strisce. Dopo la retrocessione dall'allora Serie D Nazionale e due anni di alti e bassi, solo con l'arrivo di Angelo Bianco sulla panchina biancoblu la prima squadra riesce a fare il salto di qualità. La stagione 1994/95 si chiude con solo due sconfitte nei derby con la Crocetta (che poi salirà in C2). L'anno successivo con gli innesti di Santuz e Frank Amendolaggine la squadra riesce a battere l'Ivrea in finale playoff e salire di categoria. Il primo anno in C2 è esaltante. Coach Bianco imposta la squadra sulla difesa, le prime 4 partite dell'anno finiscono con una media di meno di 50 punti subiti. Nasce la famigerata "Macelleria Agnelli", cosi' come veniva simpaticamente chiamata. Ma oltre alla grinta, anche il talento: Malacarne, Cibrario, Caviglia, Amendolaggine, Comisso, i fratelli Tonin, Reano (GP), Tissoni (Ciccio), Vitrotti, Santuz, Cassardo.. una squadra compatta e forte. Nel girone unico da 18 squadre, con quattro promozioni dirette, la formazione di Bianco arriva quinta ad un passo dalla Serie C1. Il campionato successivo si rompe qualcosa, e la salvezza arriva solo ai playout con Serravalle. Bianco lascia, e con la panchina affidata a Cibrario la squadra non riesce ad evitare la retrocessione. Da allora la Serie D è la casa fissa dell'Agnelli. Buoni campionati si alternano ad altri meno esaltanti mentre le vecchie bandiere della squadra lasciano la societÀ (Malacarne e Cibrario lasciano subito dopo, Ciccio nel 2004, Vitrotti nel 2005) e altri giocatori arrivano (Baldovin, Lombardi, Kuharic, Lomanto, Taurino solo dal Kolbe). I playoff promozione vengono comunque raggiunti nel 2002, 2004 e 2005 sotto la guida di coach Zancanaro prima e Iennarella poi, mentre altri giovani provenienti dal vivaio si mettono in luce. Sono le stagioni di squadre molto affiatate, spesso protagoniste piu fuori che dentro al campo ;-). Nel 2006 svolta "giovane" anche in panchina, la scelta ricade su Flavio Baldovin che porta subito la squadra dai playout al quarto posto. Ma il sogno svanisce al primo turno di playoff contro Borgosesia, che vince 2-1 ed elimina l'Agnelli. Se il presente non ha nomi altisonanti come quelli di Bruno Boero, Gianni Asti, e Federico Danna, tra gli allenatori e di Benatti, Marietta, Cervino. Fioretti e Manzin, tra i giocatori, il passato dimostra come, per anni, l'Agnelli sia stata la punta di diamante della pallacanestro torinese rimanendo a tutt'oggi, l'unica società piemontese di basket ad aver conquistato uno scudetto maschile, per il futuro... beh, per quello ci stiamo attrezzando. |
|
|
| |
